L’esperienza sempre nuova che ti cambia la vita

Ed eccoci qua , tornati da questa esperienza meravigliosa, quasi due mesi con i nostri ragazzi della casa di Brazzaville, e  vorremmo raccontarvi un pò come è andata l’esperienza, che cosa abbiamo fatto, anche grazie e a voi, e cosa abbiamo visto e scoperto potremmo fare ancora.

In questa breve galleria di immagini e video vi mostriamo i lavori in corso, l’ambulatorio, il servizio medico infermieristico , i nostri bambini che gioiosi con le magliette e i pantaloncini  giocano e corrono felici.

Ecco Brazzaville è questo per noi, è il momento fugace che si fa eternità.

Difficile sarà dimenticare le giornate passate con loro. Purtroppo la realtà del Congo non è facile…non basta un solo educatore, medico , insegnante o  infermiere per ogni casa per soddisfare tutte le loro piccole richieste perché hanno bisogno di molte attenzioni, carezze, abbracci, momenti di gioco e i più grandi, per esempio hanno bisogno di parlare e confrontarsi con qualcuno sulle loro ambizioni, sui loro sogni o ciò che amano di più fare.

Assunta ci racconta : “I primi giorni, se devo essere sincera, mi sono sentita un po’ spaesata anche se non era la prima volta che andavo li, psicologicamente parlando ovviamente. Vedere tutti questi bambini che trasformano banalissimi oggetti, come per esempio un fazzoletto di carta, in un giocattolo e quindi si divertono da morire, fa riflettere molto. Credo che non si possano paragonare ai bambini che abbiamo qui. Sono su due mondi completamente diversi. Sono bambini speciali…Se avessi avuto l’opportunità me li sarei portata a casa tutti quanti!”

In generale, tutti i bambini arrivano alle nostre strutture in condizioni fisiche, psicologiche e sanitarie disastrose. Ci sono ragazzi che arrivano con i piedi piagati dalle lunghissime marce affrontate per fuggire, camminano per giorni senza scarpe nella foresta. Altri invece arrivano disidratati perché mangiano male, non hanno accesso all’acqua potabile quando sono nei gruppi armati, vengono trattati in maniera disumana, ma l’aspetto più delicato riguarda il trauma che tutti hanno subito.
Ci sono casi in cui si manifestano disturbi cognitivi e della comunicazione, i primi segnali che fanno capire che il bambino non è psicologicamente stabile. Quando si chiede loro da dove vengono, dove sono i loro genitori, qual è il villaggio di origine, le risposte rivelano la gravità del disorientamento.

Però siamo riusciti a dare speranza ancora una volta ed ancora  grazie a voi !

 

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